Se un cane potesse parlare.Quando descrivo qualche episodio che riguarda gli animali faccio sempre la solita premessa. Cioè quella di non voler enfatizzare il racconto perché qualcuno,apatico a tutto,potrebbe obiettare che ci sono problemi molto più importanti da trattare. Anche ...
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Salaparuta prima del terremoto
Salaparuta prima del terremoto
SALAPARUTA,prima del terremoto del 18 gennaio 1968,era un piccolo centro agricolo di 3.000 abitanti circa,in continua diminuzione per la forte corrente emigratoria.La gente abbarbicava le loro modeste abitazioni sulle pendici del monte Porcello ed attorno alla rocca del Castello.Anzi furono queste le prime abitazioni che formarono la nuova” SALAPARUTA”. Alla cacciata dei Saraceni,i Normanni avevano instaurato le nuove forme feudali.Il signore volle mettersi al sicuro sull’altura ben difesa dalla natura e dall’ingegno,si circondò di uomini validi che ne coltivassero il terreno e ne difendessero il Castello. La popolazione,pacifica e laboriosa,visse per secoli in un completo isolamento dagli altri centri abitati limitrofi;conservò intatte forme fonetiche e modi di dire,gli usi e costumi,le tradizioni religiose e folcloristiche. Solo dopo le due grandi guerre si ebbero scambi con i paesi attorno e si intensificarono.La ferrovia prima,una migliore viabilità dopo hanno facilitato queste relazioni.
SALAPARUTA,358 m. sul mare,gode di un clima salubre e piacevole.Vi si accede da Gibellina,da Poggioreale e da S.Margherita.L’occhio spazia su un panorama immenso sulla vallata del Belice; si vedono bene: Gibellina,Montevago,S.Margherita,Sambuca,di sera le luci di altri paesi ed il mare di Selinunte.
Dalle tre strade che immettono in paese la prima visione che si presenta al forestiero è la rocca del Castello e della Chiesa Madre,entrambi separati dalla stretta via Paruta.
Chiesa Madre e Castello costituivano un colpo d’occhio imponente ed armonioso,l’orgoglio del paese e l’attrattiva del forestiero. Da 15 anni il Castello è adibito a scuola elementare e la torre è arricchita da un orologio luminoso.
Le prime tremante scosse del terremoto del 14/1/1968 hanno fatto cadere parte della facciata della Matrice e della torre del Castello; alle ore 3,nella notte del 15,tutto era raso al suolo. Le gravi rovine della Chiesa Madre hanno convinto del grave pericolo e salvato tutta la popolazione da sicura morte.
La bella facciata barocca della Chiesa Madre si eleva maestosa su tutto il paese. La chiesa venne iniziata nel 1700 ed aperta al culto per il Natale del 1762.Un’immensa gradinata pentagonale rendeva più maestosa la facciata;poi fu rifatta come mostra la foto.
Un cumulo di enormi massi,caduti su se stessi,è tutto ciò che rimane di quella che fu la grande Chiesa Madre di SALAPARUTA. Le pietre intagliate,le palme e le sparse campane…. Dicono la piccolezza delle cose umane di fronte alle straordinarie potenze della natura.
La Chiesa era il centro della vita religiosa del paese e con i suoi 40m.di lunghezza e 21 di larghezza accoglieva quasi tutti i suoi fedeli,che generosi la abbellivano sempre.
La visione apocalittica dell’interno,messa a confronto con quella che fu la navata centrale,ricca ed armoniosa…Strappa le lacrime al più indurito visitatore…!
Le belle colonne,la grande volta,rifatta a Pasqua del 67 dalla spontanea generosità dei fedeli,….. Non rividero le funzioni della nuova Settimana Santa….!
Lo schienale del pulpito,ancora pendente dall’unica colonna rimasta,dice che tre metri di macerie ricoprono il pavimento della Chiesa. Tali ruderi,così lasciati,parleranno da soli della fede e della grandezza di un popolo…!
Nella sacrestia della Chiesa Madre era conservata la bella ed artistica statua di marmo detta Santa Caterina. Le rovine del terremoto la inghiottirono.Sono occorsi otto giorni di estenuanti e pericolosi lavori dei vigili per ritrovare prima la testa della statua,poi il resto.
S.Caterina..? O la regina Bianca di Navarra..? Si chiedono gli studiosi d’arte. In favore di Bianca moglie di Martino re di Sicilia,alcuni baroni del Val di Ma zara si adunarono in Salemi nel 1411 e formarono una lega. Il corso DI GIOVANNI era la principale arterie del paese. Dedicata al grande Arcivescovo salaparutano,iniziava dalla piazza e per più di un chilometro,ampia e rettilinea giungeva fino al convento dei cappuccini.
La chiesa della Trinità in parte crollata…,le campane a terra…,il circolo Combattenti in rovina….dicono che la vita a Salaparuta….è finita! I coraggiosi vigili del fuoco….sono gli arbitri del paese.
Nwlla prossima new troverete il seguito.Salaparuta prima del terremoto
SALAPARUTA,prima del terremoto del 18 gennaio 1968,era un piccolo centro agricolo di 3.000 abitanti circa,in continua diminuzione per la forte corrente emigratoria.La gente abbarbicava le loro modeste abitazioni sulle pendici del monte Porcello ed attorno alla rocca del Castello.Anzi furono queste le prime abitazioni che formarono la nuova” SALAPARUTA”. Alla cacciata dei Saraceni,i Normanni avevano instaurato le nuove forme feudali.Il signore volle mettersi al sicuro sull’altura ben difesa dalla natura e dall’ingegno,si circondò di uomini validi che ne coltivassero il terreno e ne difendessero il Castello. La popolazione,pacifica e laboriosa,visse per secoli in un completo isolamento dagli altri centri abitati limitrofi;conservò intatte forme fonetiche e modi di dire,gli usi e costumi,le tradizioni religiose e folcloristiche. Solo dopo le due grandi guerre si ebbero scambi con i paesi attorno e si intensificarono.La ferrovia prima,una migliore viabilità dopo hanno facilitato queste relazioni.
SALAPARUTA,358 m. sul mare,gode di un clima salubre e piacevole.Vi si accede da Gibellina,da Poggioreale e da S.Margherita.L’occhio spazia su un panorama immenso sulla vallata del Belice; si vedono bene: Gibellina,Montevago,S.Margherita,Sambuca,di sera le luci di altri paesi ed il mare di Selinunte.
Dalle tre strade che immettono in paese la prima visione che si presenta al forestiero è la rocca del Castello e della Chiesa Madre,entrambi separati dalla stretta via Paruta.
Chiesa Madre e Castello costituivano un colpo d’occhio imponente ed armonioso,l’orgoglio del paese e l’attrattiva del forestiero. Da 15 anni il Castello è adibito a scuola elementare e la torre è arricchita da un orologio luminoso.
Le prime tremante scosse del terremoto del 14/1/1968 hanno fatto cadere parte della facciata della Matrice e della torre del Castello; alle ore 3,nella notte del 15,tutto era raso al suolo. Le gravi rovine della Chiesa Madre hanno convinto del grave pericolo e salvato tutta la popolazione da sicura morte.
La bella facciata barocca della Chiesa Madre si eleva maestosa su tutto il paese. La chiesa venne iniziata nel 1700 ed aperta al culto per il Natale del 1762.Un’immensa gradinata pentagonale rendeva più maestosa la facciata;poi fu rifatta come mostra la foto.
Un cumulo di enormi massi,caduti su se stessi,è tutto ciò che rimane di quella che fu la grande Chiesa Madre di SALAPARUTA. Le pietre intagliate,le palme e le sparse campane…. Dicono la piccolezza delle cose umane di fronte alle straordinarie potenze della natura.
La Chiesa era il centro della vita religiosa del paese e con i suoi 40m.di lunghezza e 21 di larghezza accoglieva quasi tutti i suoi fedeli,che generosi la abbellivano sempre.
La visione apocalittica dell’interno,messa a confronto con quella che fu la navata centrale,ricca ed armoniosa…Strappa le lacrime al più indurito visitatore…!
Le belle colonne,la grande volta,rifatta a Pasqua del 67 dalla spontanea generosità dei fedeli,….. Non rividero le funzioni della nuova Settimana Santa….!
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Nella sacrestia della Chiesa Madre era conservata la bella ed artistica statua di marmo detta Santa Caterina. Le rovine del terremoto la inghiottirono.Sono occorsi otto giorni di estenuanti e pericolosi lavori dei vigili per ritrovare prima la testa della statua,poi il resto.
S.Caterina..? O la regina Bianca di Navarra..? Si chiedono gli studiosi d’arte. In favore di Bianca moglie di Martino re di Sicilia,alcuni baroni del Val di Ma zara si adunarono in Salemi nel 1411 e formarono una lega. Il corso DI GIOVANNI era la principale arterie del paese. Dedicata al grande Arcivescovo salaparutano,iniziava dalla piazza e per più di un chilometro,ampia e rettilinea giungeva fino al convento dei cappuccini.
La chiesa della Trinità in parte crollata…,le campane a terra…,il circolo Combattenti in rovina….dicono che la vita a Salaparuta….è finita! I coraggiosi vigili del fuoco….sono gli arbitri del paese.
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SALAPARUTA,358 m. sul mare,gode di un clima salubre e piacevole.Vi si accede da Gibellina,da Poggioreale e da S.Margherita.L’occhio spazia su un panorama immenso sulla vallata del Belice; si vedono bene: Gibellina,Montevago,S.Margherita,Sambuca,di sera le luci di altri paesi ed il mare di Selinunte.
Dalle tre strade che immettono in paese la prima visione che si presenta al forestiero è la rocca del Castello e della Chiesa Madre,entrambi separati dalla stretta via Paruta.
Chiesa Madre e Castello costituivano un colpo d’occhio imponente ed armonioso,l’orgoglio del paese e l’attrattiva del forestiero. Da 15 anni il Castello è adibito a scuola elementare e la torre è arricchita da un orologio luminoso.
Le prime tremante scosse del terremoto del 14/1/1968 hanno fatto cadere parte della facciata della Matrice e della torre del Castello; alle ore 3,nella notte del 15,tutto era raso al suolo. Le gravi rovine della Chiesa Madre hanno convinto del grave pericolo e salvato tutta la popolazione da sicura morte.
La bella facciata barocca della Chiesa Madre si eleva maestosa su tutto il paese. La chiesa venne iniziata nel 1700 ed aperta al culto per il Natale del 1762.Un’immensa gradinata pentagonale rendeva più maestosa la facciata;poi fu rifatta come mostra la foto.
Un cumulo di enormi massi,caduti su se stessi,è tutto ciò che rimane di quella che fu la grande Chiesa Madre di SALAPARUTA. Le pietre intagliate,le palme e le sparse campane…. Dicono la piccolezza delle cose umane di fronte alle straordinarie potenze della natura.
La Chiesa era il centro della vita religiosa del paese e con i suoi 40m.di lunghezza e 21 di larghezza accoglieva quasi tutti i suoi fedeli,che generosi la abbellivano sempre.
La visione apocalittica dell’interno,messa a confronto con quella che fu la navata centrale,ricca ed armoniosa…Strappa le lacrime al più indurito visitatore…!
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S.Caterina..? O la regina Bianca di Navarra..? Si chiedono gli studiosi d’arte. In favore di Bianca moglie di Martino re di Sicilia,alcuni baroni del Val di Ma zara si adunarono in Salemi nel 1411 e formarono una lega. Il corso DI GIOVANNI era la principale arterie del paese. Dedicata al grande Arcivescovo salaparutano,iniziava dalla piazza e per più di un chilometro,ampia e rettilinea giungeva fino al convento dei cappuccini.
La chiesa della Trinità in parte crollata…,le campane a terra…,il circolo Combattenti in rovina….dicono che la vita a Salaparuta….è finita! I coraggiosi vigili del fuoco….sono gli arbitri del paese.
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SALAPARUTA,prima del terremoto del 18 gennaio 1968,era un piccolo centro agricolo di 3.000 abitanti circa,in continua diminuzione per la forte corrente emigratoria.La gente abbarbicava le loro modeste abitazioni sulle pendici del monte Porcello ed attorno alla rocca del Castello.Anzi furono queste le prime abitazioni che formarono la nuova” SALAPARUTA”. Alla cacciata dei Saraceni,i Normanni avevano instaurato le nuove forme feudali.Il signore volle mettersi al sicuro sull’altura ben difesa dalla natura e dall’ingegno,si circondò di uomini validi che ne coltivassero il terreno e ne difendessero il Castello. La popolazione,pacifica e laboriosa,visse per secoli in un completo isolamento dagli altri centri abitati limitrofi;conservò intatte forme fonetiche e modi di dire,gli usi e costumi,le tradizioni religiose e folcloristiche. Solo dopo le due grandi guerre si ebbero scambi con i paesi attorno e si intensificarono.La ferrovia prima,una migliore viabilità dopo hanno facilitato queste relazioni.
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Dalle tre strade che immettono in paese la prima visione che si presenta al forestiero è la rocca del Castello e della Chiesa Madre,entrambi separati dalla stretta via Paruta.
Chiesa Madre e Castello costituivano un colpo d’occhio imponente ed armonioso,l’orgoglio del paese e l’attrattiva del forestiero. Da 15 anni il Castello è adibito a scuola elementare e la torre è arricchita da un orologio luminoso.
Le prime tremante scosse del terremoto del 14/1/1968 hanno fatto cadere parte della facciata della Matrice e della torre del Castello; alle ore 3,nella notte del 15,tutto era raso al suolo. Le gravi rovine della Chiesa Madre hanno convinto del grave pericolo e salvato tutta la popolazione da sicura morte.
La bella facciata barocca della Chiesa Madre si eleva maestosa su tutto il paese. La chiesa venne iniziata nel 1700 ed aperta al culto per il Natale del 1762.Un’immensa gradinata pentagonale rendeva più maestosa la facciata;poi fu rifatta come mostra la foto.
Un cumulo di enormi massi,caduti su se stessi,è tutto ciò che rimane di quella che fu la grande Chiesa Madre di SALAPARUTA. Le pietre intagliate,le palme e le sparse campane…. Dicono la piccolezza delle cose umane di fronte alle straordinarie potenze della natura.
La Chiesa era il centro della vita religiosa del paese e con i suoi 40m.di lunghezza e 21 di larghezza accoglieva quasi tutti i suoi fedeli,che generosi la abbellivano sempre.
La visione apocalittica dell’interno,messa a confronto con quella che fu la navata centrale,ricca ed armoniosa…Strappa le lacrime al più indurito visitatore…!
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S.Caterina..? O la regina Bianca di Navarra..? Si chiedono gli studiosi d’arte. In favore di Bianca moglie di Martino re di Sicilia,alcuni baroni del Val di Ma zara si adunarono in Salemi nel 1411 e formarono una lega. Il corso DI GIOVANNI era la principale arterie del paese. Dedicata al grande Arcivescovo salaparutano,iniziava dalla piazza e per più di un chilometro,ampia e rettilinea giungeva fino al convento dei cappuccini.
La chiesa della Trinità in parte crollata…,le campane a terra…,il circolo Combattenti in rovina….dicono che la vita a Salaparuta….è finita! I coraggiosi vigili del fuoco….sono gli arbitri del paese.
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SALAPARUTA,prima del terremoto del 18 gennaio 1968,era un piccolo centro agricolo di 3.000 abitanti circa,in continua diminuzione per la forte corrente emigratoria.La gente abbarbicava le loro modeste abitazioni sulle pendici del monte Porcello ed attorno alla rocca del Castello.Anzi furono queste le prime abitazioni che formarono la nuova” SALAPARUTA”. Alla cacciata dei Saraceni,i Normanni avevano instaurato le nuove forme feudali.Il signore volle mettersi al sicuro sull’altura ben difesa dalla natura e dall’ingegno,si circondò di uomini validi che ne coltivassero il terreno e ne difendessero il Castello. La popolazione,pacifica e laboriosa,visse per secoli in un completo isolamento dagli altri centri abitati limitrofi;conservò intatte forme fonetiche e modi di dire,gli usi e costumi,le tradizioni religiose e folcloristiche. Solo dopo le due grandi guerre si ebbero scambi con i paesi attorno e si intensificarono.La ferrovia prima,una migliore viabilità dopo hanno facilitato queste relazioni.
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La bella facciata barocca della Chiesa Madre si eleva maestosa su tutto il paese. La chiesa venne iniziata nel 1700 ed aperta al culto per il Natale del 1762.Un’immensa gradinata pentagonale rendeva più maestosa la facciata;poi fu rifatta come mostra la foto.
Un cumulo di enormi massi,caduti su se stessi,è tutto ciò che rimane di quella che fu la grande Chiesa Madre di SALAPARUTA. Le pietre intagliate,le palme e le sparse campane…. Dicono la piccolezza delle cose umane di fronte alle straordinarie potenze della natura.
La Chiesa era il centro della vita religiosa del paese e con i suoi 40m.di lunghezza e 21 di larghezza accoglieva quasi tutti i suoi fedeli,che generosi la abbellivano sempre.
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Le belle colonne,la grande volta,rifatta a Pasqua del 67 dalla spontanea generosità dei fedeli,….. Non rividero le funzioni della nuova Settimana Santa….!
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S.Caterina..? O la regina Bianca di Navarra..? Si chiedono gli studiosi d’arte. In favore di Bianca moglie di Martino re di Sicilia,alcuni baroni del Val di Ma zara si adunarono in Salemi nel 1411 e formarono una lega. Il corso DI GIOVANNI era la principale arterie del paese. Dedicata al grande Arcivescovo salaparutano,iniziava dalla piazza e per più di un chilometro,ampia e rettilinea giungeva fino al convento dei cappuccini.
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Chiesa Madre e Castello costituivano un colpo d’occhio imponente ed armonioso,l’orgoglio del paese e l’attrattiva del forestiero. Da 15 anni il Castello è adibito a scuola elementare e la torre è arricchita da un orologio luminoso.
Le prime tremante scosse del terremoto del 14/1/1968 hanno fatto cadere parte della facciata della Matrice e della torre del Castello; alle ore 3,nella notte del 15,tutto era raso al suolo. Le gravi rovine della Chiesa Madre hanno convinto del grave pericolo e salvato tutta la popolazione da sicura morte.
La bella facciata barocca della Chiesa Madre si eleva maestosa su tutto il paese. La chiesa venne iniziata nel 1700 ed aperta al culto per il Natale del 1762.Un’immensa gradinata pentagonale rendeva più maestosa la facciata;poi fu rifatta come mostra la foto.
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La Chiesa era il centro della vita religiosa del paese e con i suoi 40m.di lunghezza e 21 di larghezza accoglieva quasi tutti i suoi fedeli,che generosi la abbellivano sempre.
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S.Caterina..? O la regina Bianca di Navarra..? Si chiedono gli studiosi d’arte. In favore di Bianca moglie di Martino re di Sicilia,alcuni baroni del Val di Ma zara si adunarono in Salemi nel 1411 e formarono una lega. Il corso DI GIOVANNI era la principale arterie del paese. Dedicata al grande Arcivescovo salaparutano,iniziava dalla piazza e per più di un chilometro,ampia e rettilinea giungeva fino al convento dei cappuccini.
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