Se un cane potesse parlare.Quando descrivo qualche episodio che riguarda gli animali faccio sempre la solita premessa. Cioè quella di non voler enfatizzare il racconto perché qualcuno,apatico a tutto,potrebbe obiettare che ci sono problemi molto più importanti da trattare. Anche ...
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Ettore Majorana
Un giudizio,autorevole e sereno,scritto da un coetaneo,amico e collega di studio,a via Panisperma,in ROMA,su ETTORE MAJORANA ed una sua letttera del 222.5.1933,da Lipsia,pubblicati in:
“”Emilio Segrè-
AUTOBIOGRAFIA DI UN FISICO
IL MULINO””
“Emilio Segrè- Professore a Palermo 171,nota16:
15- Cfr.E:Segrè,italian physics in Amald’is time ed E.amaldi,The years of reconstruction,in perspeticve of Fundamental Physics,a cura di C.Schaerf,London,Harwood Ac.Publishers,1979.
16- Su E.Majorana v. supra, cap. III, nota 3,nonché E.Segrè,in << IL GIORNALE NUOVO>>,17 dicembre 1975.Riproduco qui l’articolo che presenta la mia opinione sulla storia: <Perché tanto interesse? Vi sono stati in Italia grandi scienziati, nel loro campo per lo meno altrettanto importanti di Ettore Majorana,di cui nessuno ha m ai fatto il nome in un rotocalco. La ragione è abbastanza ovvia:Etttorre Majorana è scomparso ancor giovane,a circa 31 anni,in modo misterioso secondo alcuni;non tanto misterioso secondo altri. Sono sempre stato riluttante a scrivere in proposito perché credo che Ettore non avrebbe desiderato commenti o narrazioni sulla sua persona.
172- Professore a Palermo
Era un individuo assai geloso della sua “privacy”,come si dice in inglese,e benché sentisse fortemente il vincolo dell’amicizia,si apriva con grande difficoltà anche con gli amici.Amava peraltro la verità e l’onestà intellettuale,spinta fino all’estremo di una eccessiva critica di se stesso e altrui. E’ in questo spirito di oggettività che vorrei scrivere,per rendere onore e giustizia a un amico e collega che ho avuto la ventura di conoscere dal tempo in cui era studente fino alla fine. Amaldi ha riportato i fatti da lui conosciuti fino al 1966 in modo completo ed esatto.Non c’è molto di aggiungere se non si vuole lavorare di fantasia o fomentare infondati pettegolezzi di bassa lega. Si è ritrovata qualche lettera che si inquadra bene e conferma la narrativa di Amaldi.Tra queste alcune degli ultimi giorni prima della scomparsa che collimano con l’analisi fatta da Amaldi.Io stesso ho ritrovato alcuni appunti di Ettore da studente in cui dimostra una volta di più la sua ben nota perizia matematica e una lettera scrittami da Lipsia in cui tra l’altro faceva favorevoli apprezzamenti politici sul regime hitleriano,mostrando che il suo senso politico non era pari a quello matematico. Il rispetto per la memoria di un amico che,se fosse vissuto,credo fermamente avrebbe rimpianto e ripudiato quelle parole,mi consigliano di non entrare in dettagli. E’ stata stabilita,a cura del professore Recami,la cronologia dei manoscritti di Majorana da cui risulta che gli ultimi scritti di fisica,pubblicati nel 1937,,risalgono al 1932 e furono esumati in occasione del concorso universitario alla cattedra di fisica teorica all’Università di Palermo. Tutto ciò non cambia le cose risapute.Forse la più notevole è che gli scritti sulla teoria di Dirac risalgono al 1932.Da allora fino alla scomparsa non c’è più nulla, pur essendosi conservati alcuni quaderni di appunti.Ciò può essere interpretato pensando che la sua facoltà creativa fosse diminuita,un fenomeno comune tra matematici e fisici teorici per cui la vena si esaurisca presto.Dato poi lo spirito critico di Majorana, è più che probabile che non si sarebbe accontentato di cose di minor importanza delle precedenti. Il fatto delle date è certo; io credo alla mia interpretazione,ma chi vuole costruirne altre,anche romanzesche,è naturalmente libero di farlo,purchè separi i fatti dalle interpretazioni. La leggenda di Majorana è stata alimentata sino a dotarlo di qualità quasi soprannaturali.Vorrei dare un’idea di ciò che si sa in proposito. Egli era un cervello di prima forza,aveva un’abilità analitica,nonché numerica,eccezionali e una grande fantasia matematica.Ciò gli permetteva di risolvere problemi difficili in modi sorprendenti(e godeva della sorpresa).Tuttavia non ha lasciato lavori di matematica pura. Probabilmente,essa non lo interessava abbastanza,anche se ricordo che mi vantò la vastità e libertà della matematica paragonata alla fisica,vincolata ai fatti sperimentali. In fisica,Marojana utilizzò la sua abilità matematicamente molto lontano.In particolare era uno esperto in teoria dei gruppi quando ben pochi ne avevano capito l’importanza. Il modello nucleare con le “forze di Majorana” è un lavoro bellissimo,fatto,credo,indipendentemente da quello di Heisenberg sul modello a neutroni e protoni,anche se pubblicato dopo. I lavori astratti sul neutrino sono profondi e precorrono i tempi.
Professore a Palermo 173
Nel complesso,si tratta di lavori di primo ordine che farebbero onore a chiunque,Non sono però della stessa importanza dei grandi lavori,non dico di Einstein,ma nemmeno di Heisenberg,Pauli,dirac,Fermi,eccetera e,nel suo campo specifico dei gruppi,von Neumann e Wigner lo precedono e lo superano.ora l’opera maggiore di questi autori fu compiuta in età inferiore a quella della scomparsa di Mjorana.Naturalmente ciò non autorizza a presumere che non avremmo visto qualche grande scoperta da parte di Majorana,ma le probabilità sono contrarie a questa ipotesi. Che majorana poi potesse pensare specificare a bombe atomiche,o cose del genere,può essere supposto solo da chi non conosce la fisica nucleare,Basti dire che anche dopo la scoperta della scissione dell’uranio,avvenuta un anno dopo la scomparsa di Majorana,non si era in alcun modo certi della possibilità di una reazione a catena e tanto meno di una bomba. << Che Majorana,pessimista com’era,potesse pensare che la scienza in genere fosse un male per l’umanità,è un’altra cosa. Chi poi vuole servirsi di Majorana, per interpretare la storia,”con goffa barbarie”,come ebbe a dire Carducci,creando santi e diavoli e falsando intenti e fatti,non ha certo cara la di lui memoria.Chi la rispetta non dovrebbe fomentare miti e storie romanzesche così aliene dal carattere di Majorana, e dovrebbe lasciarlo dormire in pace>>.
La lettera accennata nell’articolo,ma mai pubblicata per riguardo all’autore,è qui riprodotta dopo oltre 50 anni dalla data in cui fu scritta:
Lipsia,22.5.33
<molte grazie per la tua pubblicazione. Novità di stagione:si da peso alla teoria di Dirac degli elettroni positivi. Heisenberg se ne occupa seriamente.Una delle conoscenze più interessanti è che un quanto di sufficiente energia può essere assorbito da un campo di forza originando una coppia di elettroni,l’uno positivo e l’altro negativo.Questo potrebbe spiegare in parte l’assorbimento dei nuclei pesanti; Beck ha fatto calcoli e trovato il giusto ordine di grandezza.La probabilità che qualsivoglia calcolo di Beck non debba essere riveduto,è considerata piccola. Situazione politica interna interessante tranquilla.La situazione del governo non potrà che rafforzarsi per il miglioramento dei rapporti internazionali. La questione dell’antisemitismo va giudicata nel quadro della rivoluzione che ha eliminato,dove ha potuto,tutti gli avversari fra i quali si dovevano annoverare,quasi senza eccezione,gli ebrei. Questo non significa che non esista in Germania una gravissima questione ebraica in sé e per sé,ma la soluzione parziale che lei si è data può aver subito l’influenza di necessità politiche contingenti. La questione ebraica in Germania si presenta in modo affatto diverso che in Italia,sia per lo spirito che anima gli ebrei locali,sia per il loro numero.La popolazione degli ebrei in Germania può apparire esigua al lume della menzogna statistica (1%). In realtà essi dominano le finanze, la stampa,i partiti politici,e a Berlino erano in maggioranza numerica perfino in qualche professione libera, per esempio nella categoria dei procuratori.Ma né motivi religiosi né il pregiudizio di razza bastano a spiegare da soli l’impossibilità di convenienza. In Italia siamo abituati a considerare gli ebrei come una sopravvivenza storica a cui non neghiamo tutto il nostro rispetto e non c’è l’abbiamo a male se qualcuno di essi si sente orgoglioso della sua origine.La nostra politica , non di tolleranza ma di comprensione, ha dato i migliori frutti e altri ne darà finchè venga il giorno, che non può essere lontano, in cui la tradizione degli ebrei trafficanti si avvicini senza sforzo a quella delle repubbliche marinare fra le tante di cui si onora il popolo italiano, uno e indivisibile. In Germania la situazione era affatto diversa e senza analizzare le cause che ad essa hanno condotto si può dire con sicurezza che esisteva una questione ebraica che non mostrava alcuna tendenza a risolversi spontaneamente.Se l’intervento chirurgico non potesse essere sostituito con l’instaurazione di una politica,tanto ferma quanto avveduta,che avrebbe dato risultati più lenti ma più desiderabili,è cosa che la storia dovrà giudicare.Sta di fatto che ciò che ha guadagnato alla lotta antisemitica il suffragio quasi unanime degli ariani è l’esistenza di quella cosa stolta e offensiva che è il nazionalismo ebraico.Gli ebrei tedeschi non erano nella maggioranza europeizzati, cioè, nel caso specifico,germanizzati. Può darsi che questo sia dipeso dal continuo afflusso di elementi fanatici provenienti dai ghetti orientali; almeno questa è la spiegazione che si suol dare.Ma è certo che gli ebrei affermavano la loro separazione dai tedeschi presso a poco con la stessa energia di questi ultimi, salvo inefficaci tentativi di conciliazione dell’ultima ora all’approssimarsi della tempesta. E non è concepibile che un popolo di 65 milioni si lasciasse guidare da una minoranza di 600 mila che dichiarava apertamente di voler costituire un popolo a sé.qualcuno afferma che la questione ebraica non esisterebbe se gli ebrei conoscessero l’arte di tener chiusa la bocca.Ma la posizione attuale degli ebrei in Germania non è così grave come potrebbe apparire da lontano. L’eliminazione dagli impieghi pubblici non è stata totale per la nota disposizione a favore dei vecchi impiegati e combattenti.In certe categorie quasi i due terzi hanno conservato il loro posto. Non bisogna dimenticare che sotto l’impero solo gli ebrei battezzati potevano coprire uffici pubblici. La grande maggioranza di coloro che erano dediti ad attività private non hanno avuto a soffrire del mutamento di ambiente, salvo casi sporadici.La romantica teoria della razza non trova un credito esagerato e la tendenza moderata è ragionevolmente diffusa. Nel complesso è lecito guardare all’avvenire degli ebrei tedeschi con un certo grado di ottimismo sebbene la fusione con il resto della popolazione sarà ritardata dai recenti avvenimenti.Questi potranno tuttavia avere indirettamente conseguenze salutari se verranno a porre freno alla pericolosa immigrazione ebraica della comunità primitive dei paesi slavi,specie dalla Polonia. Fra i nuovi immigrati sono da ricercarsi i rabbini provocatori che, a quanto si dice,desiderano le persecuzioni per rinsaldare l’unità del loro popolo che rischia di sfaldarsi in seguito alla convivenza fortunata e pacifica con altri popoli. Storia vecchia che si ripete.Ma qualunque siano gli sviluppi che ci riserva il prossimo avvenire bisogna attendersi che in Germania,come negli altri paesi in cui ancora esiste una questione ebraica,dopo un cammino più o meno lungo,la civiltà non fallirà la sua meta. Sono in attesa del discorso di Mussolini a cui si attribuisce qui decisiva importanza.Lo leggerò questa notte nei giornali di domani.Salutami Fermi, se non è ancora partito,con auguri di buon viaggio. Affettuosi saluti,Ettore Majorana>>.